L'EX VICEPRESIDENTE YANQUI, JOE BIDEN, ENTRA A GAMBA TESA NELLA CAMPAGNA ELETTORALE ITALIANA
L’ex vicepresidente degli Stati Uniti d’America – quel Joe Biden che per otto anni ha fatto da secondo al primo presidente nero del peggior Paese imperialista esistente al mondo, Barack Hussein Obama – entra a gamba tesa nella campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento della Repubblica Italiana.
Sostiene che il voto del quattro dicembre del 2016, quello a seguito del quale gli italiani hanno ottenuto la salvaguardia della Costituzione democratica borghese dagli attacchi promossi dal Presuntuoso Toscano in pieno delirio di onnipotenza, sarebbe stato inquinato dall’ingerenza dei capi della diplomazia russa.
Ancora una volta, come ha sempre fatto sin dalle prime elezioni “libere” tenutesi nella Repubblica Italiana – il 18 aprile 1948 – gli yanqui intervengono pesantemente nei processi politici altrui per cercare di assicurarsi che l’esito delle consultazioni in questione sia di loro gradimento.
All’epoca gli strateghi di Washington District of Columbia coprirono d’oro, con finanziamenti più o meno occulti, la Democrazia Cristiana e le gerarchie ecclesiastiche per impedire l’ascesa al potere degli odiati comunisti, oggi tentano di salvare il c… ai loro “amichetti” Renzi e B., inguaiando leghisti e pentastellati.
Il metodo è semplice e ben collaudato: si insinua il dubbio che degli hackers russi si siano infltrati nelle reti per manipolare il voto: la propaganda dei mass media – abituata a ripetere a pappagallo, e fino alla nausea, le veline statunitensi – amplifica all’ennesima potenza questa “notizia”, ed il gioco è fatto.
Poco o nulla importa se ciò che viene strombazzato con il metodo del martellamento mediatico sia un fatto reale o una semplice “fake news”: l’importante è, in assenza di prove inoppugnabili, utilizzare il metodo Göbbels che da sempre è garanzia di successo.
Joseph Göbbels era il ministro della propaganda del regime della bestia Adolf Hitler: egli sosteneva che ripetere migliaia di volte la medesima versione di un fatto fa diventare la stessa quella vera, indipendentemente dal fatto se questa lo sia realmente o meno.
Bosio (Al), 10 dicembre 2017
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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